La notizia non è nuova, ma recentemente è stata riportata da diversi organi di stampa ed è effettivamente preoccupante. Nel Regno Unito, patria come noto di forti scommettitori, oltre il 45% dei siti che propongono giochi da casinò e scommesse online sono illegali, in quanto non dispongono di una regolare licenza e, di conseguenza, non possono garantire standard di sicurezza accettabili per i giocatori, che vedono quindi messi a rischio i propri dati personali e naturalmente i propri soldi.
In un Paese come l’Inghilterra che tiene moltissimo alla privacy si tratta di un problema davvero enorme, emerso in tutta la sua gravità da un report recentemente pubblicato sul noto sito britannico Casino.com.
Quasi metà, ma secondo alcune fonti più della metà (si arriverebbe infatti al 55%), dei casinò online inglesi e di altri siti che propongono giochi online in Gran Bretagna, sarebbero considerati non sicuri, e quindi illegali, secondo gli standard decisi dalla Gambling Commission inglese.
Un po’ come avviene in Italia con l’AAMS, anche in Inghilterra si redigono periodicamente liste di siti illegali, ma ora vista la mole di operatori privi di regolare licenza, anziché creare delle black list si è redatta una white list dei siti sicuri, e questo la dice lunga sulla situazione.
Ogni anno sono circa 5 milioni i cittadini britannici che si iscrivono a siti di gioco online, e la maggior di loro ignora che si tratta, in molti casi, di siti non autorizzati, che non danno quindi nessuna garanzia sul trattamento dei dati forniti alla registrazione e sulla qualità dei software utilizzati, in particolare quelli che generano numeri casuali e che dovrebbero garantire un gioco regolare.
Per tutelare i tantissimi giocatori inglesi il governo ha quindi avviato una campagna di sensibilizzazione ed educazione dello scommettitore online, che spinga a riconoscere i siti sicuri e a scegliere per giocare solo quelli nella white list.
Nella speranza che questa campagna informativa funzioni, la Gambling Commission continua naturalmente nel suo non facile ruolo di vigilanza, così come fa da noi l’AAMS, per fortuna con migliori risultati.